PSR attivi

PSR – Toscana 2014-2020

PIF – NOVOLITO

Progetto: NOVOLITO – Miglioramento nell’efficienza e sostenibilità della produzione vivaistica, gestione dell’acqua e della chioma degli oliveti toscani
Settore di riferimento: olivo-oleicolo
Obiettivi: Gli obiettivi generali del progetto riguardano il trasferimento e il collaudo di moderne tipologie di impianti olivicoli ad alta ed altissima densità, costituiti con varietà toscane, e di protocolli innovativi di gestione agronomica che prevedono anche l’utilizzo di tecniche di olivicoltura di precisione. Il trasferimento tecnologico viene effettuato in aziende collocate in diversi areali olivicoli della Toscana ed attive nel processo di rinnovamento del patrimonio olivicolo toscano.
Gli obiettivi specifici del progetto sono di carattere agronomico, ambientale, economico

  • Gli obiettivi agronomici consistono: a) nella definizione di protocolli di allevamento per oliveti ad alta e altissima densità con varietà toscane; b) nel conseguimento di un’elevata produttività degli impianti, dalla fase di entrata in produzione, attraverso l’uso di tecniche di potatura minima; c) in una razionale gestione dell’irrigazione attraverso l’utilizzo di tecniche di monitoraggio basate sull’uso di sensoristica specifica di campo, sul telerilevamento da drone che consente una migliore interpretazione e gestione della variabilità spaziale all’interno dell’oliveto
  • Gli obiettivi ambientali consistono in: a) riduzione dei volumi irrigui utilizzati rispetto all’irrigazione secondo i fabbisogni dell’albero; b) uso razionale ed eco-compatibile degli input chimici (prodotti fitosanitari e concimi) e conseguente riduzione dell’impatto ambientale, conseguito attraverso il trasferimento di tecniche di monitoraggio basate sul telerilevamento da drone che rendono possibili interventi sito-specifici anche in merito alla difesa e alla fertilizzazione; c) attraverso l’utilizzo di tecniche LCA sarà possibile operare un’analisi approfondita delle innovazioni proposte, verificandone i singoli impatti sull’ambiente, al fine di individuare quali siano le migliori alternative provate. L’implementazione di tecniche LCA all’analisi più specificatamente agronomica delle alternative testate garantirà la composizione di un quadro completo di dati, utilizzabili poi come guida per gli operatori del settore
  • Gli obiettivi economici consistono in un incremento della redditività degli impianti dovuta a : a) un incremento della produttività degli oliveti ad alta ed altissima densità; b) una riduzione dei costi legati all’uso delle risorse naturali (acqua e suolo) e degli altri fattori produttivi (manodopera, energia, concimi e prodotti fitosanitari); c) riduzione dei tempi di produzione delle piante in vivaio con conseguente diminuzione dei costi da parte del produttore

Partner del progetto:
Azienda agricola Le Selve di Francesco e Fabrizio Filippi s.a.s – Santa Luce (PI)
CiRAA – Centro di Ricerche Agro- Ambientali “Enrico Avanzi”, Università di Pisa
DiSPAA –Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente – UNIFI
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Riccardo Gucci riccardo.gucci@unipi.it
Giovanni Caruso giovanni.caruso@unipi.it

Sottomisura 16.2 del PSR 2014-2020 della Regione Toscana annualità 2017

PIF – PinDariCO

Progetto: PinDariCO – Prati-pascolo di leguminose per la sostenibilità, la qualità e la Diversificazione delle produzioni Casearie Ovine
Settore di riferimento: Ovi-caprino
Obiettivi: l’obiettivo generale è l’introduzione di innovazioni agronomiche e zootecniche per la diffusione e la gestione di specie leguminose poliennali da prato-pascolo nelle rotazioni colturali delle aziende ovine, finalizzate alla produzione di formaggio pecorino ad alto valore nutrizionale e a basso impatto ambientale
Gli obiettivi specifici sono:

  • Incrementare l’utilizzo di specie leguminose poliennali da prato-pascolo nelle rotazioni per la valorizzazione dei terreni declivi delle zone interne della Toscana. Questo permetterebbe la riduzione dell’utilizzo di input agronomici, in particolare la lavorazione del suolo e la fertilizzazione azotata con effetto di mitigazione degli impatti sull’ambiente a carico dell’attività agricola e dell’erosione del suolo.
  • Individuare all’interno del germoplasma attuale le migliori essenze ed ecotipi mediterranei per l’utilizzo prato-pascolivo in grado di valorizzare i diversi tipi di terreni sia a reazione acida che alcalina.
  • Trasferire le conoscenze per la corretta gestione del gregge tramite l’utilizzo delle tecniche di pascolo razionale e rotazionale su prati-pascolo di leguminose poliennali e ottimizzare la formulazione delle diete degli ovini per favorire un uso sostenibile dei mangimi e del suolo.
  • Ideare e caratterizzare un nuovo formaggio pecorino a ridotto impatto ambientale con particolari qualità organolettiche, nutrizionali e nutraceutiche, sfruttando le peculiarità del latte ottenuto da pecore alimentate con pascoli caratterizzati dalla presenza di leguminose ricche in tannini condensati ed enzimi polifenol-ossidasi.

Partner del progetto:
Perterra Soc. Agr. Coop, pescia (PT) – capofila
Azienda Agricola Tanda Giuseppe e Mario S.S.A., Monterotondo Marittimo (GR)
Laboratorio Landlab, Scuola Superiore Sant’Anna” SSSUP (PI)
Centro di Ricerche Agro- Ambientali “Enrico Avanzi” (CiRAA), Università di Pisa
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Marcello Mele marcello.mele@unipi.it

PIF – TOSQUILAT

Progetto: TOSQUILAT – Innovazioni per la sostenibilità e la qualità del latte toscano
Filiera di riferimento: bovina da carne
Obiettivi: predisporre e validare un innovativo disciplinare di produzione del Latte Toscano, commercializzato con marchio Mukki, che definisca i requisiti e le modalità di produzione delle aziende conferenti alla Centrale del Latte della Toscana per il mantenimento e miglioramento di sostenibilità ambientale, benessere animale e qualità nutrizionale del latte.
Gli obiettivi specifici del progetto sono:

  • Valutazione della sostenibilità ambientale della filiera di produzione del Latte Toscano e l’individuazione di strategie per la riduzione degli impatti ambientali. La valutazione attraverso analisi del ciclo di vita permetterà di ottenere entro la fine del progetto la dichiarazione ambientale di prodotto del Latte Toscano, certificata con l’etichetta EPD (Environmental Product Declaration), ritenuta la principale certificazione ambientale di prodotto a livello internazionale, rilasciata da Sistema EPD International. L’ottenimento di questa certificazione mira alla mitigazione delle emissioni della filiera nel contesto dei cambiamenti climatici e alla promozione del prodotto sul mercato.
  • Misura del benessere animale degli allevamenti della filiera del Latte Toscano e il trasferimento delle conoscenze per una migliore gestione degli animali. Il benessere animale sarà valutato in un campione rappresentativo delle aziende della filiera secondo il metodo stabilito dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna “Bruno Ubertini”, Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (IZSLER-CReNBA), nel “Manuale/Procedure per la valutazione del benessere e della biosicurezza dell’allevamento bovino da latte”.
  • Analisi della qualità nutrizionale del Latte Toscano e introduzione di strategie alimentari innovative finalizzate al suo miglioramento. Il miglioramento della qualità del latte sarà valutato in funzione di diverse strategie alimentari messe a punto dal CiRAA e finalizzate all’aumento del contenuto di acidi grassi polinsaturi. L’efficacia di tali strategie sarà validata attraverso prove dimostrative che saranno realizzate nelle aziende facenti parte della partnership.
    L’integrazione dei tre aspetti fondanti del disciplinare e il trasferimento dell’innovazione di sistema sarà concretizzata sia attraverso l’ottenimento delle suddette certificazioni volontarie, che grazie al collaudo dei risultati presso le aziende della filiera. In tal modo sarà possibile promuovere l’integrazione e l’organizzazione complessiva della filiera del Latte Toscano e aumentare la competitività del prodotto sul mercato.

Partner del progetto:
Centrale del Latte della Toscana Spa (FI) – capofila
Istituto di Scienze della Vita – Laboratorio Land Lab, Scuola Superiore Sant’Anna (SSSUP)
Centro di Ricerche Agro- Ambientali “Enrico Avanzi” (CiRAA), Università di Pisa
Marchi Bruno Ivo e Remo Società Agricola – FI)
Società Agricola CO.MI. Agricoltura di Marcella e Giovanni Conti (FI)
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Marcello Mele marcello.mele@unipi.it

PIF – SIC OLEAT

Progetto: SIC OLEAT – Sistemi di Innovazione Colturale per le Oleaginose Toscane
Settore di riferimento: colture industriali (oleaginose)
Obiettivi: L’obiettivo principale del progetto è la creazione di un modello innovativo e sostenibile, su scala regionale, per lo sviluppo e la valorizzazione di una filiera integrata, di oli vegetali estratti a freddo, da semi di varietà innovative di girasole “altissimo oleico”, lino e crambe, caratterizzati da elevati standard qualitativi, da destinare sia al settore alimentare che a quello industriale. Il CiRAA, in qualità di partner scientifico, è responsabile dell’ Azione progettuale 3 dal titolo “Collaudo e verifica dei processi innovativi proposti: Trasferimento di innovazione agronomica” suddivisa in 3 sub-azioni: 3.1 – Collaudo e test dei processi innovati proposti ; 3.2 – Controllo di qualità lungo la filiera ; 3.3 – Valutazione tecnico-scientifica e verifica di fattibilità delle tecniche colturali innovative trasferite alle aziende di produzione. Saranno, pertanto, forniti ai soggetti interessati (aziende agricole, aziende di trasformazione) strumenti innovativi ed efficaci per rendere possibile l’avvio di tale filiera, ottenendo un potenziamento della competitività dell’agricoltura locale e un incremento della redditività delle imprese agricole
Partner del progetto:
Centro di Ricerche Agro- Ambientali “Enrico Avanzi” (CiRAA), Università di Pisa
Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento “Sant’Anna” SSSUP (PI)
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti:  Luciana G. Angelini luciana.angelini@unipi.it

PS-GO 2017 – FEEDS

Progetto: FEEDS -Farine di insEtti allevati su scarti agricoli pEr la proDuzione mangimiStica
Obiettivi: Il progetto intende introdurre, adattare e rendere trasferibile alle aziende agricole toscane una biotecnologia innovativa, che utilizza gli insetti con compiti di “bioraffineria”, per trasformare gli scarti e i sottoprodotti agricoli in farine proteiche e grassi, da impiegare nella formulazione di mangimi per acquacoltura, avicoltura e petfood.
Gli obiettivi del progetto sono:

  • ottimizzazione e validazione del processo produttivo di insetti, di farine e altri prodotti di estrazione; creazione di linee-guida che consentano la replicabilità del progetto in accordo alle normative vigenti in fatto di allevamenti, mangimi, igiene e benessere animale
  • formulazione di mangimi idonei all’alimentazione di trote così da creare una filiera corta per la produzione della trota della Garfagnana
  • formulazione di mangimi idonei all’allevamento da carne non solo di ibridi commerciali ad elevato accrescimento ma anche di razze autoctone toscane (Valdarno Bianca e Mugellese) con specifici fabbisogni di accrescimento e da valorizzare anch’esse in una filiera corta
  • contribuire all’abbattimento anche parziale della competizione fra alimenti di origine vegetale utilizzati sia in alimentazione umana che in quella animale
  • formulazione di petfood e valutazione di appetibilità sugli animali da compagnia
  • produzione di compost di qualità

Partner del progetto:
L’Unitaria Cooperativa Zoocerealicola (LU) – capofila
CiRAA – Centro di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi” – Università di Pisa
Marchini Silvia Az. Agricola
DiSPAA Dip.to di Scienze delle Produzioni Agro-Alimentari e dell’ambiente – Università di Firenze
Nutrigene (UD)
IM.O.FOR. Toscana Soc. Coop. (PI)
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Elisabetta Rossi elisabetta.rossi@unipi.it
Riccardo Perioli riccardo.peroli@unipi.it

Informazioni: Elisabetta Rossi elisabetta.rossi@unipi.it – Riccardo Perioli riccardo.perioli@unipi.it

PS-GO 2017 – A.MOR.BIO

Progetto: A.M.OR.BIO
Filiera di riferimento:
Obiettivi:
Partner del progetto:
CiRAA – Centro di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi” – Università di Pisa
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Marcello Mele marcello.mele@unipi.it

PS-GO 2017 – IOCONCIV

Progetto: IOCONCIV – Introduzione e ottimizzazione di tecniche e sistemi per il controllo non chimico della flora infestante del vigneto
Filiera di riferimento: Vite e vino
Obiettivi: Il controllo della flora infestante nella viticoltura toscana, esercitata prevalentemente su terreni collinari, si basa sulla lavorazione del terreno tra i filari e il controllo meccanico o chimico (prevalentemente con glifosate) sotto il filare. Anche se questi sistemi di gestione garantiscono una apprezzabile stabilità produttiva del vigneto, nel lungo periodo possono generare significativi impatti agro-ambientali quali: maggiore predisposizione ai fenomeni erosivi, perdita di fertilità dei terreni, rischi di lisciviazione degli erbicidi, significativo impiego di energia non rinnovabile ed elevati costi.
La realizzazione di sistemi di gestione del terreno e delle infestanti meno dipendenti da risorse non rinnovabili, meno costosi e in grado di preservare il terreno dai fenomeni erosivi e migliorare nel tempo la sua fertilità, rappresenterebbe per la viticoltura toscana convenzionale e biologica una importante innovazione nella direzione di una viticoltura sempre più sostenibile.
Le “colture da copertura” o “cover crops” (CC) rappresentano uno strumento a servizio di detta strategia; queste colture sono rappresentate da specie erbacee annuali o poliennali destinate a mantenere il terreno coperto da vegetazione in quei periodi dell’anno durante i quali esso rimarrebbe privo di ogni coltivazione e quindi maggiormente esposto a fenomeni erosivi e all’insediamento di specie infestanti. La coltivazione delle CC può condizionare la presenza e l’aggressività della flora infestante attraverso la maggiore competizione per la luce, l’acqua e gli elementi nutritivi, la produzione di sostanze a effetto allelopatico, l’alterazione della comunità microbica del terreno e la formazione di una barriera fisica costituita dalla biomassa rilasciata sul terreno (pacciamatura naturale – mulch).
Al tempo stesso queste colture possono migliorare la fertilità del terreno attraverso la riduzione dei fenomeni erosivi, l’apporto di sostanza organica, l’aumento della biodiversità, l’arricchimento in azoto del terreno, l’assorbimento dei nitrati altrimenti persi perlisciviazione. Si tratta quindi di una strategia gestionale “intelligente” che può consente la riduzione degli “input” esterni all’aziendasostituendoli con altri interni all’azienda stessa.
L’obiettivo generale del Piano Strategico è quindi quello di ridurrel’impiego degli erbicidi nei vigneti toscani (del glifosate in particolare) e migliorare la fertilità dei terreni vitati.
L’innovazione proposta prevede quindi l’impiego delle colture di copertura nel sotto-filare della vite al fine di ridurre l’impiego di erbicidi o delle lavorazioni del terreno con conseguenti benefici economici e ambientali.
Il processo “innovativo” prevede la semina del sotto-filare a fine estate con una CC leguminosa auto-riseminante (il trifoglio sotterraneo, usando un’apposita seminatrice) che coprirà il terreno durante
l’inverno-primavera per poi svolgere un effetto “pacciamante” di contenimento delle infestanti durante il periodo estivo per mezzo della biomassa devitalizzata spontaneamente per senescenza o artificialmente attraverso sfalcio o trinciatura in caso di ritardata senescenza della CC. Nell’autunno seguente, la CC auto-riseminante genererà un nuovo cotico erboso in grado di svolgere le già descritte funzioni agro-ambientali nel sotto-filare.
La partecipazione al Piano Strategico di 2 aziende convenzionali e 2 biologiche consentirà di collaudare la tecnica innovativa negli ambienti tipici della Toscana occidentale, e verificare sia la funzionalità e l’efficienza dell’attrezzatura allestita per la semina della coltura di copertura nel sotto–filare (prototipo), sia gli effetti prodotti dall’inerbimento del sotto-filare sulla:

  • capacità di controllo delle infestanti in comparazione con il diserbo chimico (nelle aziende convenzionali) e con la lavorazione del terreno (in quelle biologiche)
  • produttività e vigoria della vite, qualità delle uve
  • sensibilità alle principali malattie fungine
  • alterazione di alcune caratteristiche fisico-chimiche del terreno
  • riduzione dei costi di gestione del vigneto su base annua

A latere delle suddette attività di collaudo, su richiesta delle aziende viticole convenzionali presso le quali è diffuso l’impiego di diserbanti chimici, si procederà ad effettuare una valutazione comparativa con un prodotto erbicida di origine naturale
Partner del progetto:
CAICT srl Centro Assistenza Imprese Coldiretti Toscana (FI)
CiRAA – Centro di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi” – Università di Pisa
C.R.P.V. – Centro Ricerche Produzioni Vegetali Soc. Coop.
Podere Spazzavento (PI)
Tenuta Monte Rosola Soc. Agr. di Bengt e Ewa Thomaeus (PI)
Società agricola La Vite di Gini Luca e Gini Barbara (PI)
Az. Agricola Bellesi Alberto (PI)
Impresa Verde Pisa Livorno (PI)
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Marco Mazzoncini marco.mazzoncini@unipi.it

PS-GO 2017 – NEWTON

Progetto: NEWTON – NEtWork per l’agroselvicoltura TOscaNa
Settore di riferimento: Agroselvicoltura
Obiettivi: L’agroselvicoltura è la “deliberata consociazione tra colture agrarie e specie arboree o arbustive perenni, con l’eventuale presenza della componente animale, nella stessa unità di superficie” .
Il gruppo operativo NEWTON – NEtWork per l’agroselvicoltura in TOscaNa ha come obiettivo principale quello di promuovere le pratiche agroselvicolturali, o agroforestali, in Toscana come sistema innovativo per l’“intensificazione agricola sostenibile” (EIP-AGRI Agroforestry Focus Group – Final Report, 2018).
I sistemi AgroSelviColturali (ASC) forniscono una serie di servizi ecosistemici utili al raggiungimento di tali obiettivi come: lo stoccaggio del carbonio, la riduzione del rischio di lisciviazione dei nitrati, il miglioramento del microclima, la conservazione del suolo e della biodiversità (progetto FP7 AGFORWARD www.agforward.eu).
Il GO NEWTON ha l’obiettivo di promuovere l’agroselvicoltura tramite la diffusione partecipativa delle conoscenze tecnico-scientifiche innovative tra tutti gli stakeholders, al fine di: (i) valorizzare i sistemi ASC tradizionali, come ad esempio l’olivicoltura promiscua (Mantino et al., 2016) e (ii) promuovere sistemi ASC innovativi come ad esempio “sistemi silvorabili con filari policiclici” (Mantino et al., 2017).
L’obiettivo verrà raggiunto tramite due linee operative: una relativa al trasferimento delle conoscenze e l’altra relativa alla dimostrazione e alla disseminazione delle innovazioni.
Gli obiettivi specifici del GO sono:

  • la creazione della rete regionale delle conoscenze per l’ASC
  • lo sviluppo della rete delle innovazioni tramite l’impiego di casi studio in aziende private e pubbliche
  • la disseminazione delle conoscenze e delle innovazioni tramite l’apertura di un portale web dedicato ai sistemi ASC in Toscana, www.newton.eu
  • l’individuazione di strategie innovative per la valorizzazione delle produzioni agroselvicolturali.

Per quanto riguarda la disseminazione e il trasferimento delle conoscenze, verrà costituita una rete di agricoltori e stakeholders attraverso metodi partecipativi e con l’uso di strumenti informativi interattivi come il portale web-gis e la gamification. Verranno utilizzati mezzi di formazione e informazione quali seminari, incontri, corsi e “studyvisit” organizzando una vera e propria “Scuola di Agroselvicoltura” tramite un WP dedicato.
La rete sarà gestita in collegamento con le attività di networking di progettualità comunitarie con finalità simili quali: il progetto H2020 AFINET e la federazione europea per l’agroforestry EURAF e il partenariato europeo per l’innovazione EIP-AGRI. A livello italiano, tramite la Rete Rurale Nazionale sarà possibile far colloquiare gli stakeholders dei diversi GO regionali al fine favorire lo scambio di conoscenze ed innovazioni a livello italiano. A livello regionale, saranno attivate una serie di azioni condivise con le altre proposte di GO, dedicando parte dei fondi disponibili all’organizzazione di workshop condivisi.
Le innovazioni proposte dal GO saranno applicate attraverso 4 prove dimostrative in aziende del territorio toscano nelle quali, a scala di campo, verranno monitorati parametri ambientali e produttivi, per la disseminazione delle informazioni specifiche rispetto all’adozione dei sistemi ASC.
Partner del progetto:
Tenuta di Paganico Soc. Agr. S.p.A. (GR)
Tenuta di Pietratonda Soc. Agr. (GR)
IL RINNOVAMENTO Agricolo Soc. Coop. Agr. (PI)
IBIMET-CNR, Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche
CiRAA – Centro di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi” – Università di Pisa
SSSUP -Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa
IBIMET-CNR, Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche
CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria
Anci Toscana
PEFC Italia
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Marcello Mele marcello.mele@unipi.it

Piano Strategico di Gruppo Operativo – annualità 2017

PS-GO 2017 – PRECISION SHEEP

Progetto: PRECISION SHEEP- Agricoltura di precisione e qualità del latte ovino
Filiera di riferimento: latte di pecora e capra
Obiettivo generale: Aumentare la competitività e la sostenibilità ambientale delle aziende toscane che producono latte ovino innovando la gestione agronomica e zootecnica tramite il trasferimento di pratiche di precision farming e di precision feeding. Il sistema integrerà le funzioni di figure tecniche “extensionists” con specifica formazione agro-zootecnica, con quelle di un servizio di supporto alle decisioni (DSS) che verrà ideato sottoforma di app per smartphone e/o web-app, al fine di permettere un utilizzo più efficiente delle risorse suolo, acqua ed energia e l’ottimizzazione degli ingredienti della razione.
L’obiettivo di migliorare la competitività e la sostenibilità ambientale delle aziende toscane che producono latte ovino si traduce nell’aumento della quantità e della qualità del latte prodotto e nella riduzione degli impatti ambientali e l’utilizzo di input.
Obiettivi specifici:

  • Incrementare la produttività e la qualità dei foraggi freschi e conservati.
  • Favorire l’utilizzo razionale del pascolo e degli alimenti concentrati per un miglior bilanciamento dei nutrienti della razione.
  • Aggiornare le tecniche di gestione del gregge nelle aziende coinvolte.

Partner del progetto:
Consorzio Tutela Pecorino Toscano DOP – capofila
CiRAA – Centro di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi” – Università di Pisa
AEDIT SRL (PI)
Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento “Sant’Anna” SSSUP (PI)
Caseificio Sociale Manciano Soc. Agr. Coop. (GR)
Società Cooperativa Val d’Orcia S.A.(SI)
Società Cooperativa Consorzio Caseificio di Sorano (SI)
ANCI TOSCANA (FI)
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Marcello Mele marcello.mele@unipi.it

Sottomisura 16.2 del PSR 2014-2020 della Regione Toscana BANDO GAL START annualità 2017

GAL START – SMART MILKING

Progetto: SMART-MILKING – Introduzione di un robot di mungitura negli allevamenti del Mugello per il miglioramento della qualità del latte
Filiera di riferimento: bovina
Obiettivi: L’obiettivo generale del progetto è quello di creare un modello di smart farm basato sull’introduzione di robot, di mungitura e spingifieno, in grado di ridurre i costi di produzione, aumentare la produttività e migliorare la qualità.
Gli obiettivi specifici sono:

  • Migliorare la corrispondenza fra formulazione delle razioni e caratteristiche produttive(precision feeding) e favorire la tempestività negli interventi sanitari legati alla salute della mammella, attraverso il monitoraggio costante della quantità e della qualità del latte prodotto.
  • Monitoraggio costante del benessere dell’animale: verranno controllati i dati relativi all’attività motoria, ruminale (attraverso l’utilizzo di specifici collari) e al peso (grazie ad una pesa nel box di mungitura) che congiuntamente permettono di individuare precocemente problemi sanitari (acidosi, chetosi, dislocazioni abomasali, blocchi ruminali, infiammazioni podali, mastiti). Il robot spingifieno permette all’animale di nutrirsi in maniera costante riducendo lo stress.
  • Monitoraggio costante dell’attività riproduttiva: i dati sull’attività motoria e sulla produzione consentono di individuare in maniera tempestiva l’insorgenza di calori, migliorando l’efficienza riproduttiva della mandria;
    -Maggior produttività: grazie ai confort del robot di mungitura e alla maggior disposizione di cibo, l’animale si farà mungere più volte al giorno, portando ad un aumento della produzione di latte del 15-20%.
  • Abbattimento dei costi di manodopera in stalla: l’acquisto del robot di mungitura consentirà di ridurre la presenza in stalla di operai non specializzati abbassando le spese di manodopera per la gestione della mandria in mungitura. L’utilizzo del software di gestione della mandria migliora il processo decisionale relativo alla tipologia di interventi giornalieri, risparmiando tempo e ottenendo una migliore risposta produttiva. Il personale non qualificato potrà essere utilizzato per altre mansioni all’interno della multifunzionalità dell’attività agricola.
  • Miglioramento dell’impatto ambientale dell’allevamento: la riduzione della quota di rimonta, il miglioramento dell’efficienza alimentare e l’aumento della produzione quantitativa e qualitativa di latte permettono di ottenere un minor impatto ambientale della produzione di latte. La riduzione degli animali in particolare di quelli inattivi (rimonta) riduce le emissioni di gas ad effetto serra, la quantità di escrezioni azotate e le emissioni di protossido di azoto e di ammoniaca dalle deiezioni.
  • Miglioramento della competitività: l’inserimento di queste tecnologie aumenta la competitività del comparto latte permettendo di produrre con costi minori e di accedere ai nuovi standard di premi di qualità. Inoltre migliora la vita degli operatori permettendo di programmare gli interventi e lavorare con animali meno stressati. Avendo più tempo a disposizione, l’azienda può organizzare il lavoro in maniera tale da sviluppare altri settori come il turismo, la fattoria didattica, la trasformazione, etc…

Partner del Progetto:
Az. Agr. Palazzo Vecchio di Simone Grossi (FI) – Capofila
Centro di Ricerche Agro- Ambientali “Enrico Avanzi” (CiRAA), Università di Pisa
Produttori di Latte Terre del Granducato Soc. Agr. Coop. (FI)
Impresa Verde Toscana (FI)
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Marcello Mele marcello.mele@unipi.it

Sottomisura 16.2 del PSR 2014-2020 della Regione Toscana BANDO GAL START annualità 2017

In.CI.Ma il Benessere

Progetto: In.CI.Ma il Benessere – INcroci di CInta senese allevati su pascoli della MAremma toscana: qualità della carne e BENESSERE animale
Settore di riferimento: suinicolo
Obiettivi: Il progetto si prone di conseguire i seguenti principali obiettivi: – creazione di un tipo genetico ibrido su base Cinta senese al fine incrementare la produttività a la quantità di carne prodotta nel rispetto delle peculiarità della razza in termini di qualità nutrizionale, organolettica e tecnologica; – messa a punto e trasferimento della tecnica di macellazione inconsapevole al fine di migliorare il benessere degli animali, la sostenibilità della filiera e la qualità delle produzioni ottenute; – realizzazione di un prototipo di struttura mobile di abbattimento inconsapevole del suino on-farm; – validazione di una web application che permetterà di inserire e verificare in modo semplice e immediato tutte le informazioni della filiera della carne suina in oggetto; – disseminazione dei risultati nel territorio della Maremma Toscana.
L’applicazione delle innovazioni trasferite con il progetto genererà un miglioramento di redditività della filiera suinicola locale mediante l’incremento della quantità di carne destinata al consumo fresco offrendo un prodotto “nuovo” maggiormente rispondente alle richieste qualitative generali del consumatore. La filiera così creata avrà un sistema di tracciabilità in grado di validarne il processo produttivo garante di alti standard di benessere animale e di favorevoli qualità nutraceutiche delle carni prodotte.
Partner del progetto:
Tenuta di Paganico Società Agricola SpA – Paganico (GR)
CiRAA “Enrico Avanzi” – UNIPI
Finanziamento: Regione Toscana
Contatti: Marcello MELE marcello.mele@unipi.it

IMES SEMI

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